STRADA DELL'ABLES E VAL ZEBRU'

Luogo di partenza: San Nicolò di Valfurva (SO)
Luogo di arrivo: San Nicolò di Valfurva (SO)
Lunghezza: km. 33
Dislivello: 1637 mt
Difficoltà: OC (per cicloescursionisti di ottime capacità tecniche)
Ciclabilità: 95%
Periodo:primavera - estate - autunno
Acqua lungo il percorso:  nei centri abitati attraversati, pochi fontanini lungo il percorso, al ristoro Zebrù
Cartina: KOMPASS N° 96 - Bormio, Livigno, Valtellina

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Descrizione percorso


Mai e poi mai, gli alpini che durante la prima guerra mondiale, hanno ricevuto l'ordine di realizzare una strada che permettesse di portare il più in alto possibile l'artiglieri pesante, per difendere quella linea immaginaria che delimitava i confini patrii, avrebbero pensato che negli anni 2000, la loro fatica sia stata ripagata da alcuni biker che hanno voluto ripercorrere quelle tracce, alla ricerca della propria soddisfazione, legata ad un numero di 4 cifre: 3000 metri.
E così, un po per sfida e un po per curiosità, questo progetto, ha preso vita.
Più volte rimandato, a causa del meteo, ad inizio mese d'agosto 2013, si trovano i presupposti di portare a termine la pedalata.

Sono le 5,30 di sabato 3 agosto, quando un autoveicolo con a bordo 3 biker parte per San Nicolò di Valfurva dove raggiungerà altri 2 compagni di pedalata.
Clicca per ingrandire l'immagineParcheggiamo l'auto sul parcheggio adiacente il cimitero del piccolo borgo, che incontriamo alla nostra sinistra, lungo la strada che sale in Valfurva, propio all'inizio del centro abitato.
Iniziamo a pedalare lungo la Strada Provinciale del Passo Gavia, fino a raggiungere il centro abitato, dove davanti a noi su di un'abitazione, troviamo il cartello che ci indica di girare per le Frazione Teregua e di Canareglia.
Svoltiamo a sinistra ed iniziamo a pedalare in salita lungo una strada asfaltata sufficientemente larga da lasciare il transito ai veicoli ed anche alle bike.
Alla nostra destra possiamo iniziare ad ammirare il paesaggio della Valfurva e delle cime che la circondano.
Appena superato l'abitato di Canareglia a circa 1560 m, un segnavia ci indica di svoltare a destra seguendo un percorso che diventa un ottimo sterrato e resterà tale fin quasi al termine della gita. La strada sale gradatamente effettuando lunghi traversi e comodi tornanti accompagnati dalla frequente segnaletica tra boschi radi che lasciano intravedere ora la cresta del Monte Cristallo ora le montagne della Valfurva.
Clicca per ingrandire l'immagineDopo 10 km di pedalata, giungiamo in prossimità di una Fornace da Calce (2187 m) e davanti a noi si può intravedere l'inizio di un sentiero, che prenderemo al ritorno dall'Ables e che ci condurrà verso la Val Zebrù.
Proseguiamo girando a sinistra lungo la strada militare. A quota 2250, ormai fuori dalla vegetazione e nei pressi dell'Alpe Cristallo, la strada scompare per far posto ad un sentierino che attraversa a destra la costiera per circa 400 metri, ma ritorna presto una bella carrareccia che consente di salire con traversi e tornanti la costa fino a quota 2730 circa, dove la pedalabilità diventa pressoché impossibile e dove ha termine l'itinerario ciclistico per lasciar posto a quello puramente escursionistico. Il panorama, come si può ben comprendere, è insuperabile e conviene armarsi di cartina per riconoscere le numerose e alte cime che si scorgono all'orizzonte.
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Ripercorriamo a ritroso lo stesso percorso, fino a tornare in prossimità del cartello che indica l'antica fornace di calce, come detto in precedenza.
Giriamo a sinistra ed imbocchiamo il sentiero leggermente in salita che ci condurrà ad un promontorio con vista sulla valle sottostante.
Se guardiamo poco più sotto alla nostra destra, si riesce ad intravedere un sentiero che andiamo ad imboccare, i primi 50 metri scendonoil la dorsale allo scoperto, poi si addentra in un bosco di larici.
Un singletrack stretto ma scorrevole, con passaggi eleganti su fondo di aghi di pino, con curve strette, ci condurrà all'Alpe Solaz di sopra.
Scattate le foto di rito, prendiamo alla nostra sinistra il sentiero con segnavia CAI n. 23, un lungo traverso, in alcuni punti "esposto", con passaggio in tre zone franate (2013) che termina al "Ristoro Zebrù".
Riprendiamo a pedalare, in discesa ma appena giungiamo in prossimità  del Torrente Zebrù, varchiamo il ponte girando a sinistra, riprendiamo a salire lungo una sterrata che dopo 2 km ci condurrà a Pradaccio di sotto (piccolo borgo rurale).
Proseguiamo sempre seguendo la sterrata, ben segnalata, in direzione Uzza e San Antonio, e dopo aver affrontato 3 tornanti in discesa, giungiamo sulla Strada Provinciale del Passo del Gavia, nel paesino di San Antonio, e da li ritorniamo al punto di partenza.





NOTE TECNICHE


Una volta imboccata la Strada Militare dell'Ables, è difficile sbagliare percorso, oltre che ad essere ben segnalata con cartellonistica o segni su pietra, è il sentiero più visibile agli occhi.
Mentre per il tratto che dalla "Fornace della calce" porta in Val Zebrù, si consiglia di scaricare la traccia gps, essendo un percorso poco frequentato dai biker, e a causa i soventi smottamenti, in alcuni tratti potrebbe risultare non identificabile nella vegetazione.
Si consiglia di fare molta attenzione nei tratti di sentiero in prossimità delle frane, il passaggio è esposto.






LOMBARDIA
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LA STRADA MILITARE DELL'ABLES

La strada militare dell'Ables, realizzata nel corso della prima guerra mondiale per rifornire le prime linee, rappresenta ancor oggi un valido esempio delle grandi opere realizzate dai nostri soldati durante il conflitto nonostante i pochi strumenti a disposizione.
Lungo questa strada, che si inerpica sino al Passo dell'Ables (3012 m) risalendo lungo le rocciose pareti del monte Reit, sono ancora ben visibili i numerosi e alti muri a secco costruiti per darle sostegno e alcuni caratteristici tratti scavati direttamente nella roccia al fine di creare un passaggio agevole che permettesse di trasportare in quota anche l'artiglieria.
Altra caratteristica di questo tracciato sono gli ampi tornanti soprattutto nella parte iniziale che è la meglio conservata. Più avanti infatti il sentiero è rovinato e non sempre perfettamente segnalato sino a diventare una semplice traccia tra i ghiaioni per raggiungere il Passo Ables.
Nei pressi del Passo, dal quale si domina con la vista la Valle dei Vitelli e lo Stelvio ove vi erano le linee di difesa italiane, si trova il bivacco Provolino (3050 m.) realizzato recuperando una vecchia costruzione militare. Nella zona sono ancora presenti numerosi resti degli appostamenti e delle baracche che davano ricovero ai nostri alpini impegnati sul fronte. La pericolosità della zona comunque sconsiglia di avventurarsi alla loro scoperta se non accompagnati dalle guide alpine ed adeguatamente attrezzati.

VALFURVA

PIETRO PEDRANZINI

IL GRAN ZEBRU'

GALLERIA FOTOGRAFICA

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